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Mertseger
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mwbwMertseger (anche mwcaMeretseger, mwcqMerseger, mwcgMereretseger, mwcwMereseger, mwdaMeresger e mwdqMertsekert) è una mwdgdivinità egizia appartenente alla mwdwreligione dell'antico Egitto. Era la dea-mweacobra protettrice della mweqnecropoli di Tebe e il suo nome significa mwegColei Che ama il silenziocite-ref-0-1-0[1] o, secondo un'altra interpretazione, mwfwColei Che ama Colui che produce silenzio (mwgaOsiride)cite-ref-1-2-0[2]; inoltre incarnava la collina che sovrasta la mwhqValle dei Re, nota agli egizi come mwhgTa-Dehent, ossia mwhwla Cima, sulla quale si riteneva vivessecite-ref-2-3-0[3]. Ebbe grande prestigio durante il mwjaNuovo Regno (mwjq1550 a.C. - mwjg1069 a.C.cite-ref-4[4]) nella regione di mwkwTebe, venendo considerata una divinità dalla natura terribile ma misericordiosa con i suoi devoticite-ref-5[5]. Era talvolta associata ad mwmaHathorcite-ref-6[6], che pure era venerata come patrona della necropoli tebana, con l'epiteto di mwnqSignora dell'Occidente, vale a dire Signora dei morticite-ref-7[7], e mwogSignora della necropolicite-ref-8[8].
(mwuwmr.s-gr)
oppure
(mwawmr.s t - gr)
Contents
• Epiteti
• Note
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Ruolo e culto
Mertseger era la patrona degli artigiani e operai del villaggio di mwbwDeir el-Medina, che costruivano e decoravano le grandi tombe reali e nobiliaricite-ref-0-1-1[1]. Le profanazioni delle ricche sepolture reali a scopo erano già in atto dall'mwdaAntico Regno (ca. 2680 - mwdg2180 a.C.cite-ref-9[9]), talvolta ad opera delle maestranze stesse, quindi la genesi di Mertseger fu la spontanea necessità di individuare una dea custode delle tombe dei sovrani e degli aristocratici. Il suo culto, presente anche a mwewEsna e mwfaDeir el-Medina, nacque nel mwfqMedio Regno (2055 - mwfg1650 a.C.cite-ref-10[10]) e raggiunse il suo apice durante la mwgwXVIII dinastia. Era adorata dal popolo delle maestranze, che temeva molto l'ira della dea. Essendo una divinità locale, le erano dedicati solo piccoli templi rupestri, come quello situato sul sentiero che portava alla mwhqValle delle Regine, e alcune mwhgstele con preghiere e richieste di perdono, oltre a varie cappellette proprio ai piedi della collina a lei dedicata e di cui era la personificazionecite-ref-11[11].
La collina Ta-Dehent
Mertseger era soprattutto associata alla collina di el-Qurn (il Corno), un picco naturale a forma di piramide (420m) che sovrasta la mwmqValle dei Re, anticamente noto come mwmgTa-Dehent, che significa mwmwla Cimacite-ref-2-3-1[3]; tale altura era sacra sia a Mertseger che ad mwoaHathor, e si può ritenere che la prima ne fosse la personificazionecite-ref-3-12-0[12]. Per questo motivo uno dei tanti appellativi di Mertseger era mwpqla Cimacite-ref-4-13-0[13]mwqg:
(mwwqtꜣ dhnt) cioè il nome stesso della collinacite-ref-4-13-1[13]; era inoltre invocata come mwxgCima dell'Occidentecite-ref-1-2-1[2]. Sono state rinvenute numerose piccole stele create dagli artigiani e operai come attestati di devozione alle loro divinità di preferite: oltre a Mertseger, mwywAmon, mwzaHathor, mwzqThot e il faraone divinizzato mwzgAmenofi Icite-ref-14[14], il cui culto molto sentito a Deir el-Medinacite-ref-15[15].
La stele di Neferabu
Si credeva che Mertseger punisse gli operai che commettevano il sacrilegio di sottrarre qualcosa dalle tombe o dai cantieri, così come coloro che venivano meno a un giuramentocite-ref-3-12-1[12], avvelenandoli con il suo morso. Ma era anche generosa nel perdonare chi le rivolgeva pentito e, in questo caso, lo sanava dal male fisicocite-ref-3-12-2[12]. È il caso del disegnatore Neferabu, che sarebbe stato guarito dalla cecità dopo aver implorato Mertsegercite-ref-5-16-0[16], come egli stesso ebbe modo di attestare sulle stele a lei dedicata:
«Lodate la Cima dell'Occidente [
Mertseger
]: (Ero) un uomo ignorante e stupido, che non distingueva il bene dal male. Commisi una colpa contro la Cima ed Ella mi inflisse una lezione. Guardatevi dalla Cima! Poiché nella Cima c'è un leone ed Ella colpisce con la furia di un leone furioso. Invocai la mia Signora, trovai che venne a me con dolci brezze, diventò di nuovo misericordiosa verso di me, mi fece dimenticare la malattia che era sopra di me.»
È interessante notare quanto fossero inusuali, nei rapporti degli egizi con le loro divinità, i concetti di peccato, pentimento e perdono; tali caratteristiche del culto di Mertseger appaiono caso isolatocite-ref-3-12-3[12].
Epiteti
Riceveva un numero considerevole di epiteti:
• "Signora degli alimenti."
• "Divina Madre e Grande Madre."
• "Signora di generazioni e di innumerevoli manifestazioni."
• "Grande di magia, Signora del palazzo."
• "Signora di ciò che esiste, che conosce i mwaqkgeroglifici che sono numerosi."
• "Bella Dehenet" [la collina di el-Qurn].
• "Signora della Dehenet."
• "Grande Dehenet dell'Occidente tebano."
Tempio rupestre a Deir el-Medina
Il suo tempio rupestre a mwaraDeir el-Medina era formato da una serie di caverne poste a semicerchio, le cui volte però crollarono a causa di terremoti e sulle pareti esterne conserva tutt'oggi numerose mwarestele regali mentre una gran quantità di frammenti sono stati repertoriati e distribuiti a vari musei. Sovrastante il tempio vi è una roccia con la forma di testa di serpentecite-ref-7-19-0[19]. La gran quantità di materiale rinvenuto, ci conferma che il tempio era molto frequentato e celebre.
Iconografia
Veniva talvolta raffigurata come donna dalla testa di cobra, sebbene tale iconografia risulti piuttosto raracite-ref-3-12-4[12]; in tal caso poteva impugnare lo mwasqscettro uadj o lo scettro mwasyuascite-ref-6-20-0[20], oltre ad avere la mwasstesta sormontata da una mwaswpiuma ed essere armata di due coltelli. Più comunemente, veniva raffigurata come serpente o scorpione dalla testa di donnacite-ref-7-19-1[19]cite-ref-21[21], sfinge dalla testa di cobra, cobra con testa di leonecite-ref-6-20-1[20] o cobra a mwatktre teste (di donna, di serpente e di avvoltoio)cite-ref-3-12-5[12]. In varie mwat4stele reca sulla testa il mwat8modio con il mwauadisco solare e due piumecite-ref-6-20-2[20]; in altre reca la corona hathorica. Le principali rappresentazioni artistiche di Mertseger si trovano all'interno di tombe, fra le quali:
• di Userhat, mwawkPrimo Profeta mwawodel mwawsKa Regale di mwawwThutmose I, dove è mostrata accanto a mwaw0Montucite-ref-26[26].
La statua più importante di Mertseger la raffigura integralmente come cobra, con il capo sormontato dal mwaxmdisco solare e da corna (riferimento alla dea mwaxqHathorcite-ref-27[27]), in atteggiamento protettivo nei confronti del mwaxkfaraone mwaxoAmenofi II, della mwaxsXVIII dinastiacite-ref-28[28]. Compare anche su una mwayastele oggi al mwayeMuseo gregoriano egizio, dove è raffigurata posta su un mwayinaos con corpo leonino e testa di serpente.
Note
cite-note-0-11. ↑ The British Museum Book of Ancient Egypt, The British Museum Press, London (2007). ISBN 978-0-7141-1975-5. p. 104.
cite-note-1-22. ↑ Veronica Ions, Egyptian Mythology, Paul Hamlyn ed. (1973). pp.116, 118.
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cite-note-55. ↑ George Hart, The Routledge Dictionary of Egyptian gods and goddesses, Routledge, 2005. ISBN 0-415-34495-6. p.91.
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Bibliografia
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• M. Tosi - mwakmDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto- Vol. I - Ed. Ananke - ISBN 88-7325-064-5.
• G. Capriotti Vittozzi - mwakyDeir El-Medina - Ed. Aracne - ISBN 88-7999-887-0.
• Kenneth A. Kitchen, mwakkIl Faraone trionfante, Editori Laterza, ISBN 88-420-4262-5.
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